{"id":816,"date":"2023-11-29T10:58:57","date_gmt":"2023-11-29T09:58:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.athema.it\/catalogo_ben_dev\/?page_id=816"},"modified":"2024-07-29T11:10:26","modified_gmt":"2024-07-29T09:10:26","slug":"incisioni-copy","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.athema.it\/catalogo_ben_dev\/incisioni-copy\/","title":{"rendered":"INCISIONI"},"content":{"rendered":"\n<h2>\n\t\tIncisioni\n\t<\/h2>\n\t<p>Fin dal 1964 Gabriella Benedini si cimenta con la tecnica dell&#8217;incisione, espressione antica che affida all&#8217;efficacia del segno il messaggio dell&#8217;artista. La prima prova nota \u00e8 una linoelumgrafia del 1964, essenziale nei tratti vicini alla resa della xilografia (AGB 0306), pubblicata nel catalogo della mostra personale curata da Elda Fezzi al Circolo dei Filodrammatici di Cremona\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1535 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[1]<\/a>\r\n. \u00a0<\/p>\n<p>Di tre anni pi\u00f9 tardi un&#8217;altra linoleumgrafia utilizzata per creare degli auguri di Natale, di cui si conoscono due esemplari uno stampato su carta in azzurro scuro e uno su un sottile foglio di legno in verde (AGB 0620; 2286).<\/p>\n<p>Da queste prime esperienze poco pi\u00f9 che amatoriali, Gabriella Benedini si avvicina alla litografia, secondo un uso e un gusto che si stava affermando tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. E&#8217; del 1969, infatti, la cartella di sei litografie tirate\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1537 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[2]<\/a>\r\n da Siro Teodorani, del quale compare il timbro a secco, e presentata da un testo di Mario de Micheli\u00a0 (AGB 1181, 1182, 1183, 1191, 1192, 1193). Allo stesso anno risale un&#8217;altra litografia (AGB 1296), di cui \u00e8 nota una prova d&#8217;artista, e anche &#8211; o forse all&#8217;anno successivo &#8211; una\u00a0 piccola opera a gaufrage su carta (AGB 1322).\u00a0<\/p>\n<p>Sono datate 1970 cinque litografie in tirature modeste (14, 15 o 20 esemplari), che prevedono talvolta un intervento a posteriori dell&#8217;artista, che aggiunge a ciascun esemplare variazioni cromatiche (AGB 1324, 1325,1327, 1328 e 1326).\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1971 sono realizzate la litografia <i>Picasso il seduttore<\/i> (AGB 1008), inserita come omaggio in un fascicolo della rivista &#8220;Il Conoscitore di stampe&#8221;\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1538 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[3]<\/a>\r\n, stampata da Franco Sciardelli di Milano, e la cartella <i>Parole e segni &#8211; Litografie<\/i>\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1540 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[4]<\/a>\r\n, presentata dall&#8217;artista stessa,\u00a0 che contiene lavori di Alberto Modesti e Gabriella Benedini, nella quale sono inclusi cinque fogli\u00a0 (AGB 1175; 1176; 1177; 1178; 1275). Da ultimo \u00e8 nota un&#8217;altra litografia (AGB 1309) tirata in 90 esemplari numerati in numeri arabi, analoga a quelle inserite nella suddetta cartella.<\/p>\n<p>Probabilmente del 1975 sono due litografie intitolate <i>La tempesta, <\/i>tirate in 25 esemplari ed esposte alla <i>Terza Triennale dell&#8217;incisione<\/i>\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1541 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[5]<\/a>\r\n. Solo una (AGB0179), per\u00f2, \u00e8 pubblicata in catalogo\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1542 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[6]<\/a>\r\n, mentre la seconda \u00e8 solo citata e all&#8217;oggi non ancora identificata.<\/p>\n<p>Al 1976 risale l&#8217;approccio con la tecnica dell&#8217;acquaforte. Ne \u00e8 occasione la cartella <i>Un rilevamento a Milano. Dieci donne artiste, <\/i>con presentazione di Anty Pansera\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1543 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[7]<\/a>\r\n e allo stesso anno si ascrive un&#8217;altra acquaforte (AGB 1034), tirata in soli 5 esemplari.\u00a0<\/p>\n<p>Dieci acqueforti e acquetinte (AGB 0237; 0662; 0872; 0873; 0874; 0875; 0876; 0877; 0878; 0879)\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1545 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[8]<\/a>\r\n risalgono al 1977. Saranno esposte un decennio pi\u00f9 tardi alla <i>Quinta Triennale dell&#8217;Incisione<\/i>\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1546 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[9]<\/a>\r\n: secondo la testimonianza dell&#8217;artista furono presentate tutte e dieci, anche se in catalogo sono menzionati solo due fogli, di cui uno soltanto, <i>Mutazioni<\/i>, che riprende le coeve tele <i>Mutazioni-Storie della terra<\/i>, \u00e8 riprodotto. E allo stesso anno si riferisce anche l&#8217;acquatinta <i>Il verde ancora possibile<\/i> (AGB 0241) esposta alle due rassegne promosse da Coop 77\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1547 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[10]<\/a>\r\n. Chiude questa fase di ricerca calcografica l&#8217;acquaforte e acquatinta <i>Morgana<\/i> (AGB 0871)\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1548 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[11]<\/a>\r\n del medesimo anno.<\/p>\n<p>Risale al 1980 la litografia, tirata da Siro Teodorani,<i>\u00a0 Pinacoteca-mnemoteca-mutazione, <\/i>tirata in 26 esemplari di cui 6 in numeri romani e 20 in numeri arabi (AGB 2285).<\/p>\n<p>E&#8217; datata 1983 la litografia <i>Lettere italiane &#8211; mutazione<\/i>, tirata in 150 esemplari in numeri arabi e 50 in numeri romani (AGB 1179), mentre nel 1984 Gabriella Benedini realizza la litografia su zinco, <i>La casa della memoria e della mutazione<\/i>, in una tiratura di 40 esemplari, di cui sono note tre prove (AGB 1131, 1744, 2284).\u00a0<\/p>\n<p>Gabriella Benedini partecipa poi nel 1989, unitamente ad altri trentun artisti,\u00a0 all&#8217;omaggio\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1549 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[12]<\/a>\r\n a Elda Fezzi con un ex-libris inciso su zinco (AGB 2209) realizzato dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia.<\/p>\n<p>Qualche anno pi\u00f9 tardi, nel 1992, realizza su committenza per &#8220;Uessearte servizi per l&#8217;arte&#8221; di Como una piccola acquaforte (AGB 1614), caratterizzata da un segno fortemente inciso per la prolungata morsura. \u00a0<\/p>\n<p>Nel 1996 incide un&#8217;acquaforte (AGB 1831)\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1550 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[13]<\/a>\r\n ritoccata a mano con l&#8217;applicazione di sottili carte, adottando un procedimento che riprender\u00e0, tra il 1999 e il 2005, per sei lastre,\u00a0 su committenza della Societ\u00e0 milanese Campoverde, realizzate con la tecnica dell&#8217;acquaforte e acquatinta, in nero su foglio bianco (AGB 0882; 0883; 0884; 0885; 0886)\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1551 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[14]<\/a>\r\n. Le opere sono tirate sui torchi dello stampatore milanese Giancarlo Sardella e ciascun foglio \u00e8 inserito in una piccola scatola di plexiglas, a costituire un prezioso quadro-oggetto. Infatti ogni prova risulta impreziosita da un intervento successivo, che la rende un <i>unicum, <\/i>con la sovrapposizione di lembi di carta sottilissima dipinta dall&#8217;artista, che, introducendo una tonalit\u00e0 cromatica, creano un arricchimento tattile e attenuano il tratto nero sottostante, che si ammorbidisce sotto la velatura azzurra.\u00a0<\/p>\n<p>Data inoltre 2005 una piccola litografia, di cui \u00e8 nota solo una prova colore (AGB 2218). Nel 2006, infine, realizza <i>Novomondo<\/i>\t<a class=\"paoc-popup-click paoc-popup-cust-1552 paoc-popup-button paoc-popup-btn \" href=\"javascript:void(0);\">[15]<\/a>\r\n (AGB 0881) un&#8217;acquaforte e acquatinta nei toni del blu, tirata in 120 esemplari numerati in numeri arabi e 10 in numeri romani.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incisioni Fin dal 1964 Gabriella Benedini si cimenta con la tecnica dell&#8217;incisione, espressione antica che affida all&#8217;efficacia del segno il messaggio dell&#8217;artista. La prima prova nota \u00e8 una linoelumgrafia del 1964, essenziale nei tratti vicini alla resa della xilografia (AGB 0306), pubblicata nel catalogo della mostra personale curata da Elda Fezzi al Circolo dei Filodrammatici di Cremona. \u00a0 Di tre anni pi\u00f9 tardi un&#8217;altra linoleumgrafia utilizzata per creare degli auguri di Natale, di cui si conoscono due esemplari uno stampato su carta in azzurro scuro e uno su un sottile foglio di legno in verde (AGB 0620; 2286). 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